"La poesia dice troppo in pochissimo tempo; la prosa dice poco, e ci mette un bel po'..."
Charles Bukowsky
Charles Bukowsky
giovedì 1 dicembre 2011
Adesso Io Devo Sapere
Il primo dicembre è la giornata mondiale di lotta all'Aids. Anzi, all'ai di esse, per italianizzare la pronuncia. Il simbolo è un fiocco rosso.
L'Acquired Immune Deficiency Syndrome, nell'immaginario comune, resta un male sotterraneo. Una "roba da gay", o "da drogati". Il presupposto di base, implicito a tanti ragionamenti all'ingrosso, è che chi lo contrae se lo sia cercato. In fondo, si dice, basta evitare le siringhe; proteggersi nei rapporti sessuali; pregare il medico di fiducia di sterilizzare i suoi strumenti quando ti visita, e via di luogo comune. A meno che non ti chiami Freddy Mercury o Keith Haring, il mostro vigliacco che ti può condannare a morte con un'influenza, destrutturando il sistema immunitario, è il frutto di vizi privati. Quindi, proverbialmente: affari tuoi.
Haring, con l'onestà che il successo globale gli consentiva, non ha nascosto le origini del contagio: «Nella mia vita ho fatto un sacco di cose, ho guadagnato un sacco di soldi e mi sono divertito molto. Ma ho anche vissuto a New York negli anni del culmine della promiscuità sessuale. Se non prenderò l'Aids io, non lo prenderà nessuno.». Ma non ci sono solo le stelle, luci che cadono con lacrime mondiali.
Ci sono 33 milioni di casi certificati: 30 milioni solo nei paesi in via di sviluppo.Chissà se i 2.3 milioni di bambini che nell'Africa sub-Sahariana vengono alla luce con la condanna della sieropositività faranno in tempo a "divertirsi molto". E chissà quanti ricordi scorreranno sulla lapide del 26% di adulti che, nella minuscola enclave post apartheid dello Swaziland, convivono con una vulnerabilità che chiederà presto il conto. Haring lo sapeva: e i suoi fan, oggi, combattono attivamente contro l'incubo che ha assassinato un artista di genio, come 25 milioni di vittime meno illustri.
I dati segnalano un miglioramento. Le percentuali aumentano, ma il trattamento dell'HIV potrebbe salvare (ci dice il Global report 2010 dell'UNAIDS) 10 milioni di vite. E allora, perché tanto silenzio? L'Aids è un tabù, in Italia. Peccato che nel 2010 si siano registrati 5,5 casi di positività al test HIV su 100mila abitanti. E che, in più dell'80% dei casi, le cause del contagio siano di carattere sessuale.
Sorpresa: 50% etero e 30% gay. Siamo bombardati dalla mercificazione pecoreccia del sesso, con uno sfruttamento mediatico della corporalità che fa quasi sorridere - se non fosse spia di un degrado culturale allucinante. Si usa il sesso per vendere, si impongono modelli di un machismo demenziale: ma "preservativo" scompare magicamente dal vocabolario televisivo. Il culo di Belen sì e informazione basilare sulla peggiore piaga epidemiologica della storia no?
C'è qualcosa che stride. Forse. Adesso io devo sapere. Voglio sapere.
.Alberto Magnani
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