"La poesia dice troppo in pochissimo tempo; la prosa dice poco, e ci mette un bel po'..."
Charles Bukowsky
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giovedì 17 novembre 2011
Tecnici al Governo. Trionfo dell'anti-politica? Meglio (se questa è la politica...)
Giuliano Ferrara guardava con orrore all'ipotesi di una squadra di Governo senza sponde partitiche. Il "trionfo dell'anti-politica", nelle parole dell'Elefantino. Un traghetto metallico, ipertecnicistico, senza una - a quanto pare fondamentale - coloritura ideologica nell'indirizzo di esecutivo.Che Ferrara, dopo aver sventolato mutande con Sallusti e la Santanchè contro i "tromboni moralisti" del caso Ruby (non è un modo di dire, lo ha fatto davvero), si premuri di salvaguardare la purezza dell'esercizio politico, è ammirevole.
Ma in base a cosa la corrispondenza diretta tra competenze curricolari e ambito di azione dovrebbe nuocere? Non si parla di Monti, dell'opportunità - o meno - della sua insediatura. Si parla degli obiettivi effettivamente raggiungibili da diciassette professionisti. Di profilo alto, addirittura altissimo se proporzionato al vuoto pneumatico dei precedessori. È inutile vagheggiare di "politica" nelle accezioni più nobilitanti del termine se, poi, il panorama ci è noto.
"Politica" significa un porto di mare, sconnesso e inconcludente, nel centrodestra. Ottima sintesi tra riciclati illustri (ex socialisti, ex missini in cerca di identità, ex diccì; più una carrellata di guest stars - più guest che stars a dire il vero) e nuove leve (dipendenti e orfani precoci dell'unico leader effettivo, cioè Berlusconi). Il centrosinistra è invischiato in gare di appalto tra nominativi e leaderships, con la smania (salutarmente coltivata da anni) per le sfide di poltrone che esaltano le logiche di partito e sviliscono le problematiche reali.
Un esempio di chi e come potrebbe dimostrare la maggior efficacia della "tecnica" (comunque circostanziata) alla "politica", nel senso detto? Anna Maria Cancellieri, ministro dell'Interno. Non avrà conosciuto la militanza, o l'incontinenza verbale da intasamento dei dispacci Ansa, ma ha traghettato con intelligenza una Bologna ferita dal commissariamento post Del Bono. Il Berlusconi III si faceva vanto delle sue "pasionarie". Ma se la politica è passione, la passione sono le "pasionarie", le pasionarie sono Santanchè, Meloni, Carfagna e Mussolini, meglio l'anti-politica. Più fredda, forse. Ma dignitosa. Sembreremmo quasi un Paese vero.
Alberto Magnani
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Bello magna! pero' non avrei messo la Meloni in mezzo alle altre..ma forse tu sai qualcosa che io non so!
RispondiEliminaora mi leggo quello sui disabili